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La preoccupazione e l’ansia sono abitudini

La preoccupazione e l’ansia sono abitudini, così come le abbiamo acquisite, possiamo anche sbarazzarci di loro, e sono diventate  una vera e propria piaga moderna con conseguenze psicosomatiche anche disastrose. Sapere che sono abitudini è fondamentale perché, se ci preoccupiamo continuamente di qualcosa, creiamo le condizioni mentali che contribuiscono a far sì che la nostra preoccupazione si avveri.
La gran parte delle persone riempiono giornalmente la loro testa con pensieri negativi per notizie negative, competizioni negative, relazioni tossiche, linguaggio tossico ed un atteggiamento sempre battagliero e pronto al paragone con altri, aggiungendo infine questa sbagliata volontà culturale di voler piacere a tutti.
Siamo noi i primi creatori delle nostre preoccupazioni e ansie. Prendere consapevolezza che sono abitudini, ci aiuta a metterci in moto per alleggerire il nostro stato.
Dobbiamo quindi modificare il nostro atteggiamento ed il nostro linguaggio.
Eliminare le condizioni principali che causano la scintilla di queste abitudini negative è responsabilità nostra, perché intorno a noi gli eventi negativi e le persone tossiche continueranno ad esserci, sta a noi non prenderle in considerazione ed alimentarle.
Quindi, questo senso di sfida verso gli altri può essere modificato, perché invece di creare un impatto che fa esplodere una “bomba”, puoi creare una specie di “atterraggio morbido”.
Le parole che diciamo e non diciamo, sono fondamentali. Inizia a togliere tutte quelle parole che hanno un significato negativo, da stress ad ansia a preoccupazione, e naturalmente tutte le altre. Quello che diciamo si riflette su quello che poi elaboriamo.
Per svuotare la tua mente da pensieri di paura, insicurezza, odio e sensi di colpa, cambia atteggiamento, riempila di pensieri sani e creativi, rivolgi parole positive a te e alle persone che incroci durante la giornata.
Coltiva la gratitudine, è un magnete, attira quanto di buono c’è in giro. Individua persone che possono accelerare questo processo di cambiamento.
Ricorda, la speranza non è una strategia, siamo noi a dare forma a quello che ci accade. Se non ci sentiamo responsabili degli eventi, preoccupazioni ed ansie prenderanno il sopravvento.

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